COME SPEGNERE IL RUMORE IN CLASSE

La prima causa dell'insoddisfazione di un insegnante è non veder riconosciuto il proprio lavoro dagli alunni. Come evitarlo? Quali tecniche possono essere adottate per gestire una classe rumorosa, come eliminare il caos in classe e stabilire un'atmosfera di attenzione e concentrazione?




COME SPEGNERE IL RUMORE IN CLASSE

Se c’è una cosa che è devastante per l’autostima di ogni insegnante è il preparare al meglio la propria lezione per vedere andare in fumo l’attenzione degli studenti che si abbandonano a un caos irrimediabile quando entrano in classe.


Se c’è caos non è possibile ricevere alcuna soddisfazione da parte degli alunni. Non ci sono i requisiti minimi affinchè possa accadere. La tua può essere la migliore delle lezioni, il tuo può essere l’atteggiamento più disponibile ed empatico, ma se non c’è un clima di attenzione, non può esserci alcuna possibilità che anche i migliori dei tuoi studenti possano stimarti e apprezzare il tuo lavoro.

ASSUMERE IL COMANDO
È questa la ragione profonda dello stress di cui molti di noi sono vittime: siamo preparati nella nostra materia, ma nessuno ci ha mai preparato a assumere il comando di una classe. Perché è questo che ci chiedono i ragazzi: di andare oltre il ruolo autoritario di docente e di assumere quello autorevole di guida. È così che si cresce nel mondo animale e in quello umano. Si cresce se c’è una guida sicura. Se non c’è, ci si abbandona al Caos e all’anarchia.

Come fare?

  1. Comprendere la dinamica del Caos: perché nasce e come si sviluppa in classe. Se non si comprende questa dinamica è inutile mettere in pratica tecniche e trucchetti. Non serviranno a nulla e anzi, peggioreranno la tua frustrazione perché dopo averli applicati penserai: “Vedi ho provato tutto, anche questo, e non ha funzionato”.
  2. Interrompere la dinamica del Caos in classe e sostituendola con una più evoluta e adatta alla crescita dei ragazzi che, guarda un po’, è anche il modo migliore per veder riconosciuto il tuo lavoro.

Difficile?
Non se andiamo per gradi. Cominciamo quindi col comprendere le cause dell'esplosione del caos.


PERCHÈ I RAGAZZI FANNO RUMORE IN CLASSE?

Ci possono essere tante ragioni: per esempio del “come” arrivano in aula al mattino spesso senza aver fatto colazione. Hai mai provato a chiedere a una tua classe in quanti hanno fatto colazione prima di arrivare a scuola? Per me è stata una sorpresa scoprire che quasi la metà usciva di casa, a volte anche al mattino molto presto, senza aver fatto colazione. Questo semplice fatto – del tutto extrascolastico – li predispone a una aggressività famelica che quando si somma a quella dei loro compagni diventa incontrollabile e si scatena ben oltre le necessità fisiologiche di cibo e di cui tu non sei responsabile.

Oltre alle cause esterne ci sono quelle che si manifestano dentro l’aula.

Spesso il caos nasce per deriva naturale, a causa di dinamiche fra compagni di classe che dobbiamo intercettare sul nascere e comunque il prima possibile. Quando cominciano a chiaccherare l’uno con l’altro ognuno aumentando la voce un po’ di più semplicemente per riuscire a farsi ascoltare diventa inevitabile che la “quantità di rumore” aumenti in classe, è una questione semplicemente meccanica che va al di là della volontà dei singoli. In quel corpo sociale che è la classe, si innesca un feedback positivo. Chiunque per essere ascoltato deve alzare la voce un po’ di più di chi ha iniziato a parlare prima di lui. Tu compresa.

Quando una classe si comporta così, è perché sono abituati a comportarsi in questo modo e, quasi sempre, non è perché gli alunni sono “cattivi” ma perché, semplicemente, nessuno gli ha mai insegnato un’abitudine diversa di stare in classe. È questo il punto dolente che tocca te…

Ogni classe è differente, ma in ogni classe può essere attivato un ciclo di feedback comportamentale che porta a ridurre il caos e a sviluppare l’attenzione e la concentrazione dei ragazzi.

Se la classe è una pentola a pressione bisogna spegnere il fuoco...


Le aule sono uno spazio chiuso in cui per 5-6 ore al giorno sono stipati 25-30 alunni sottoposti a una pressione crescente, come fossero molecole di un liquido messo sul fuoco per essere portato a bollore. Durante la mattina un insegnante dopo l’altro, si alimenta continuamente la fiamma sotto la pentola e dentro la pentola aumenta la pressione. Un giorno o l’altro la pentola può scoppiare e quando accade quel che accade è solo l’ultimo degli episodi, la classica goccia che spesso non si spiega razionalmente ma, appunto, si tratta solo dell’ultima goccia che non racconta quel che è accaduto prima.

Come evitare che scoppi la pentola a pressione?

INTERROMPERE LA DINAMICA DEL CAOS NEL MOMENTO ESATTO IN CUI POSI IL PRIMO PIEDE IN AULA



Fino a un istante prima quella che è stata la “loro” aula deve diventare la “tua aula” in cui i tuoi alunni sono accolti e devono potersi sentire al sicuro, ma non sono autorizzati a mettere in dubbio la tua autorità. Solo dopo potrai iniziare a fare l’appello e la tua lezione. Iniziare le attività prima che la classe sia in uno stato di attenzione predisposta alla lezione è un errore che pagherai caro.

Bisogna riuscire a interrompere questa dinamica esattamente come quanto clicchiamo sull’interruttore della stanza per accendere la luce con quel che in gergo si chiama TRIGGER. Dobbiamo costruire un’abitudine che diventerà il nostro interruttore personale per spegnere le dinamiche negative che si possono innescare in qualsiasi momento in classe.

Si può fare senza urlare e, anzi, possibilmente stando in silenzio e lasciando che sia il linguaggio del corpo a comunicare quel che intendiamo ai ragazzi, cosa ci aspettiamo da loro.

Quando entri in aula non rifugiarti dietro la cattedra ma resta in piedi di fronte a loro, oppure occupa lo spazio fisico proprio in mezzo ai loro banchi.

Guardali in silenzio, tranquillamente, aspettando che si predispongano.

Agire così è l’equivalente di spegnere il fuoco sotto la pentola a pressione aspettando che la pressione diminuisca e il coperchio della pentola si possa aprire. Ovvero che le menti dei tuoi alunni si preparino per seguire la tua lezione. Resterai sorpreso da quanto poco tempo servirà affinché ciò accada.


HAI APPENA PREMUTO L’INTERRUTTORE GIUSTO!

Ne parla, in modo molto chiaro, Marshall Goldsmith che se ne occupa da anni nell’ambito della leadeship delle organizzazioni sociali. Su questo tema dei trigger, cioè degli “interruttori” in grado di cambiare lo stato della mente, ha scritto un libro molto semplice e ricco di applicazioni che possono essere utilizzate anche nel nostro lavoro. È un libro per me prezioso e che consiglio vivamente:




IL TRIGGER per spegnere il rumore IN CLASSE

Se riusciamo a far diventare il nostro comportamento una abitudine per i ragazzi allora quando poniamo il primo piede in classe questo deve significare che nell’ambiente della classe è stato premuto un interruttore e che la classe deve predisporsi alla tua lezione creando un clima di silenzio e di attesa.

Anche quando qualche alunno, stupito di questo tuo comportamento, ti farà domande tu, per quanto possibile, non rispondere con le parole e aspetta. Se proprio vuoi puoi fare qualche cenno con le mani che indichi loro di preparsi, di andare a posto e di sgombrare i banchi.

Nel giro di pochi giorni, la tua la classe avrà incorporato questa abitudine. Questa breve sequenza di azioni non verbale ha l’effetto di essere un trigger che spegne la dinamica del rumore in classe.

RICAPITOLANDO


1
NON PARLARE, RESTA IN SILENZIO QUANDO ENTRI IN AULA


2
ASPETTA TRANQUILLO CHE I RAGAZZI SI PREDISPONGANO ALLA LEZIONE


3
RICORDATI DI RESPIRARE


Mi raccomando, la prima cosa da fare quando entri in classe è non parlare, restare in silenzio. Anzi rifiuta di rispondere a qualsiasi richiesta (incluso quelle relative ad andare in bagno) fino a quando tutta la classe non sarà in silenzio. Vedrai che serviranno pochi minuti, a volte pochi istanti. La classe deve comprendere che sarai a loro disposizione solo dopo che si saranno predisposti alla lezione, non prima.


IL LINGUAGGIO DEL CORPO

È questo il troppo celebrato linguaggio del corpo, ma troppo poco praticato nelle nostre scuole. Non servono parole, ma azioni per acquisire la guida della tua classe. Con il Caos, in realtà, i ragazzi ti chiedono questo: di mostrare loro - con i fatti, non con le parole - che tu sei una guida e, in quanto tale, loro si possono fidare di te. Perché lo sei, non perché hai vinto un concorso.

E se tutto ciò non funziona?

Funziona.

E quando non funziona entro 30 secondi o 1 minuto da quando sei entrato (la maggior parte delle volte serve esattamente un minuto per assestare anche la più scalmanata delle classi). Quando non funziona subito significa che la classe ti sta sfidando: vuole vedere se sei davvero la loro guida oppure se basta un po’ di rumore per farti saltare i nervi e farti perdere la pazienza. Per diventare ai loro occhi come tutti gli altri: uno che fa il suo mestiere perché lo pagano, perchè magari ci prova gusto a minacciarli e a dare brutti voti per sfogare le proprie frustrazioni.

E tu, invece, farai una sola cosa: ASPETTARE.

Aspettare e respirare con tranquillità.
In mezzo a loro in attesa che il caos si acquieti, con fiducia.
È una sfida che vincerai se saprai aspettare e avrai fiducia in te stessa.

Personalmente non ho mai dovuto aspettare più di 3-4 minuti in questo modo affinché la classe si acquietasse, ma la ragione è che loro hanno capito che sarei potuto stare li in mezzo a loro ad aspettare anche tutta l’ora, anche tutta la mattina se necessario.

E che la lezione successiva sarebbe accaduto lo stesso.

E anche quella successiva.

È nel momento in cui loro comprendono che hai assunto la guida della classe che avranno vinto, compiendo un atto fondamentale per la loro crescita, riconoscendo la tua autorevolezza nel tempo che ti è concesso per la lezione.

Ma non serve tanto tempo. Pochi minuti sono sufficienti. A volte bastano pochi secondi.

Dopo qualche giorno diventa un’abitudine, un comportamento automatico tuo che innesca l’abitudine a sistemarsi in loro.


E SE SCOPPIA IL CAOS MENTRE STAI FACENDO LEZIONE?

Se durante la lezione ci crea una situazione un po’ troppo vivace puoi riapplicare il metodo. Ogni volta sarà più facile, ogni volta loro ti seguiranno un po’ di più e po’ più velocemente.


COME PERDERE L’AUTOREVOLEZZA IN UN ISTANTE

Tutto il lavoro che avrai fatto fino a questo punto è del tutto inutile se – dopo che avrai ottenuto l’attenzione della classe – e i ragazzi non aspettano altro che seguire la tua lezione, non avrai nulla da fargli fare di intelligente. È proprio questo il momento in cui puoi utilizzare al meglio il materiale che hai preparato proprio per loro.


QUESTO METODO FUNZIONA SEMPRE?

Sì, almeno il 90% delle volte il rimanente 10% è relativo ai casi in cui:

  1. non ci si crede fino in fondo
  2. non hai un’attività pronta da fargli fare quando avrai ottenuto il silenzio

Questa è una tecnica per ottenere l’attenzione, ma la responsabilità della lezione resta tua e nessuna tecnica la può sostituire. Ovviamente.

CI SONO STRUMENTI TECNICI A CALARE QUESTA TECNICA IN CLASSE?

Qui abbiamo parlato del metodo generale, ma ci possono essere ausili tecnici che possono aiutarci a consolidare questa pratica. Li vedremo in dettaglio nel prossimo post.

Per ora spero che queste indicazioni ti siano state utili e mi piacerebbe ricevere tuoi feedback in merito.

Un caro saluto
Prof. Mauro
mauro@eliminareilcaos.it