Cambiare la scuola. Adesso

Cambiare la scuola con le sue assurde regole burocratiche non è possibile. Ma si può, invece, creare un clima in classe in cui gli insegnanti possano vivere con meno stress e gli studenti imparare con più profitto e meno fatica.


Ogni mattina la stessa campanella, la stessa svogliatezza degli alunni che si ripercuote giorno dopo giorno su di te.

Ogni anno lo sai com’è: inizi con le migliori tra le buone intenzioni e poi, riunione dopo riunione, correzione dopo correzione, interrogazione dopo interrogazione, la spinta iniziale si affievolisce e, con gli anni, ti ruba la cosa più preziosa: il desiderio di educare, quella con cui hai iniziato il tuo lavoro. Pochi anni fa, oppure tantissimi.

È dura preparare la tua lezione a casa, rubare quel tempo ai tuoi affetti o al sonno, per poi ritrovarsi in classe ad affrontare alunni che vorrebbero essere ovunque tranne che lì, ad ascoltare la tua spiegazione.

Le cause le conosci. E pensi che non ci puoi fare niente.

Cosa ci puoi fare se - anche quest’anno - ti hanno piazzato in classi da 28-30 ragazzi?

Cosa puoi fare se l’insegnante di sostegno al diversamente abile in classe non c’è? Oppure quando c’è... è meglio accontentarsi che non faccia guai. No non con tutti è così, ma con molti lo sai, lo sappiamo, è così.

D’altra parte, come si può pretendere che siano attenti e silenziosi ragazzi e adolescenti nel fiore della loro gioventù, costretti a stare reclusi per 5-6 ore al giorno nello spazio del loro banco minuscolo, per loro che sono grandi e grossi con una energia vitale, corporea, che li farebbe correre e saltare felici nella foresta tutto il tempo, altro che nelle aule scolastiche.

Come possiamo pretendere che questi ragazzi, quando hanno necessità di andare in bagno, si alzino in piedi ed educatamente chiedano il permesso a un adulto cui non riconoscono alcuna autorità se non quella del potere (piccolo) che gli hanno delegato i genitori.

Sono gli stessi ragazzi da cui ci aspettiamo consegnino volontariamente il cellulare che per loro è il simbolo, l’unico, di una via di fuga possibile, almeno mentale, nel tempo che devono trascorre a scuola. Un tempo che - di fatto - è strutturato come un carcere.

È possibile cambiare QUESTA scuola?

La risposta è NO. Se ci aspettiamo che sia qualcun altro a cambiarla per noi: un sindacato, o un governo. Chissà.

IL RISPETTO TRA INSEGNANTI E STUDENTI AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO
Questa scuola è un pachiderma, ha un’inerzia tale che impedisce qualsiasi cambiamento reale, quello legato ai rapporti umani, al rispetto tra insegnanti e studenti e tra i genitori e insegnanti e fra loro.

Per cambiare una organizzazione come la scuola in cui lavorano circa 800.000 persone ci vuole una rivoluzione culturale che non pare essere dietro l’angolo. Ma, se anche lo fosse, non cambierebbe la situazione per te: il tuo modo di stare in classe domani mattina, quando quel ragazzo figlio di genitori separati con un conflitto enorme con il padre o con la madre ti manca di rispetto, magari ti insulta, perché - semplicemente - non ha avuto modo di fare esperienza nella sua vita di che cosa sia il RISPETTO.

E, tuo malgrado, tocca a te insegnarglielo tra il teorema di Pitagora e un verso di Dante, a seconda della materia che insegni.

È questo il tuo dovere? Forse no, ma è LA REALTÁ che ti tocca affrontare ogni giorno. Con scarso aiuto da parte dei dirigenti, nessun aiuto da parte della burocrazia scolastica, e tantomeno dei genitori che, spesso, diventano controparte e difendono i loro figli a prescindere.

In queste condizioni la situazione appare disperante. Ed è facile lasciarsi andare all’impotenza.

Il progetto “Eliminare il Caos in Classe” nasce precisamente con lo scopo di contrastare l’impotenza quotidiana degli insegnanti e aiutarli a cambiare il modo con cui si sta in classe. Subito. Non quando qualche sindacato, o qualche governo illuminato, saranno riusciti a cambiare lo stato delle cose presente.


INNOVAZIONE NEI RAPPORTI UMANI, PER GUADAGNARE IL RISPETTO. LA TECNOLOGIA VIENE DOPO.
Se c’è qualcosa che si può fare davvero di innovativo a scuola non è tanto una iniezione di nuove tecnologie, ma sopratutto un metodo che restituisca l’autorevolezza a ogni docente e lo aiuti ad affrontare le situazioni difficili che si creano in classe. Sopratutto quelle conflittuali e sgradite.

Proprio quelle situazioni che nessuno ci ha mai insegnato ad affrontare, ma che costituiscono la normalità in molte delle nostre classi.

Si tratta precisamente di quelle situazioni che se le sai affrontare nel modo giusto ti pongono in una luce diversa agli occhi della tua classe: come di un adulto, di un insegnante, di cui ci si può fidare e si può stimare.

In attesa che la scuola cambi le sue regole, ogni insegnante può mettere in pratica alcuni piccoli suggerimenti che migliorano la qualità della propria vita in classe ma anche quella dei propri alunni.

Senza dover aspettare. Ma, certamente, mettendosi in gioco.

Troppo bello per essere vero?

Scarica la guida - prova a mettere in pratica i suggerimenti che vi compaiono - e facci sapere come è andata.
Siamo curiosi.